domenica 30 marzo 2008

percepire, percepirsi

e poi
trovare forme all'espressione dell'essere
ma anche nella vita di sempre
il solo sentire
puo' farci sentire vivi
e risuonare..
mmm

Crescere

martedì 18 marzo 2008

più.. che terapie....

amo le arti per "il bene dell'essere"
in tutte le sue forme
..più..che terapie..
..
sono favorevole al riconoscimento delle arti come terapie
perchè possano il più possibile vivere di questo
sarebbe bello..
se potessero entrare nel vissuto sociale
almeno quanto..la matematica
mmm

La diversità

lunedì 17 marzo 2008

Il Gioco Serio del Teatro

Negli ultimi anni, la teatroterapia si sta dimostrando uno strumento sempre più valido nella cura di molti tipi di disagio fisico e psicologico in quanto capace di agire efficacemente sul benessere della persona.
Nata dal dialogo e dalla contaminazione della psicologia e del teatro, sebbene - come chiarisce l'autore - né il teatro può essere finalizzato di per sé alla terapia né la terapia può avere il fine di produrre spettacolo, la teatroterapia si pone l'obiettivo di sviluppare le potenzialità umane a partire dalla dimensione corporea: la rappresentazione della propria storia personale attraverso l'interpretazione di un personaggio, è l'occasione per l'attore di intraprendere un percorso di conoscenza di sé, di crescita e di guarigione.

Dopo il successo di "Far teatro per capirsi" e "Teatro come terapia", Walter Orioli torna con un manuale ricco e completo: un'analisi dettagliata dei meccanismi attraverso cui la teatroterapia agisce e dei processi grazie ai quali opera nel territorio del benessere soggettivo e relazionale della persona. A testimonianza dell'efficacia di questo percorso, il resoconto degli operatori che hanno applicato la teatroterapia a diverse situazioni, dai disturbi del comportamento alimentare all'afasia, dalla psicosi ai disagi dei bambini.

Una lettura che si rivolge a chi, amante del teatro, è interessato ad approfondire le potenzialità terapeutiche della propria passione; a chi, da profano, vuole avvicinarsi alla pratica della teatroterapia e naturalmente a chi, professionista del settore, intende arricchire la propria esperienza attraverso quella, di comprovata autorevolezza, dell'autore.

La teatroterapia rafforza l'autostima, il miglior sistema immunitario della coscienza.

la transizione

la transizione finale di tutto il gruppo
fu il risultato
della fine del lavoro e studio di tutto l'anno
della scuola di formazione in Teatroterapia
..
l'allestimento degli spazi scenici
fu il risultato di un lavoro del residenziale
sulle artiterapie

sabato 15 marzo 2008

una macchia..rossa..

storie..d'acqua dolce..mmm






"l'arte dell'attore si scrive sull'acqua"
Walter Orioli
far teatro per capirsi

giovedì 13 marzo 2008

lunedì 10 marzo 2008

9 marzo a Tricase (LE) - Arts Enseble - diversamente rosa..

per i contenuti dello spettacolo : http://www.labottegadelteatropovero.com/arts_ensemble.htm
musica : Maria Fino e gli allievi del Centro Studi Musicali F.Chopin
danza : Elena De Donno e gli allievi de "Il Balletto"
Teatro : Pasquale Santoro e Michela Nicolardi - le voci delle donne nell'ombra - gli allievi della Bottega del Teatro Povero
poesia
Ensemble
Pasquale Santoro "the coach" di teatro ma anche una delle maggiori figure di riferimento per la crescita dei ragazzi, artistica, culturale con una speciale attenzione al benessere sociale in ambito comunale

un'allieva: Martina Distante
a cura..della paziente attenzione
di Michela Nicolardi




i miei complimenti a tutti gli interpreti ma soprattutto a chi cura i loro movimenti espressivi per essere nel mondo anima e corpo con lo stesso animo che va oltre l'interesse personale ma speso alla crescita vera di ognuno di loro ensemble.
Questo vuol dire lavorare per un mondo migliore quando l'arte è anche una presa di coscienza e riviviscenza spirituale.
Un ringraziamento speciale ai contenuti di chi ha pensato e trasportato i ragazzi e il pubblico nei temi rappresentati nella poesia e negli "spaccati" vissuti dalle donne nell'ombra e ha sollevato i veli.. di dolori in maniera così vera e senza retorica.
mmm

Il Programma del 9 marzo dedicato alle donne

Le origini
attrici: Giulia Melcarne e Angela Ricchiuto
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Le donne fantasma di Kabul - Shaima, Zulfia Kahan
Attori: Martina Distante, Federica Fornaro, Francesca Greco, Alberto Piccinni, Bianca Santo, Federica Ventola
Balletto: Corpo di ballo
Mercato persiano - A.W. Ketelbey
Maria Fino al pianoforte
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Variazione su tema di Paganini - Rachmaninoff
Federica Pirelli al pianoforte
Ballerini : Avviamento professionale
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Le donne in Uzbekistan - La rivoluzione del velo
attrici : Elisa Cazzato, Giulia Santo
Notturno KKIV a n.16 - F.Chopin
Maria Fino al pianoforte
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Valzer op. 34 n.2 - F.Chopin
Pierfrancesco Longo al pianoforte
ballerini : Corpo di ballo
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Le donne in Colombia - Susan Lee
attori : Agnese Accogli, Elisa Cazzato, Martina Distante, Francesca Greco, Giulia Santo
ballerina : Annalisa Panico
Preludio op.3 n. 2 - Rachmaninoff
Maria Fino al pianoforte
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Valzer op.25 in mi b maggiore - Albeniz
Emanuele Maglie al pianoforte
ballerini : avviamento professionale
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Saprò vivere da sola - Pavese
attrice : Michela Nicolardi
Studio in Fa minore - Mendelssohn
Maria Fino al pianoforte
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Ad una passante - Baudelaire
attore : Mattia Peluso
ballerina : Chiara Errico
Le onde - Einaudi
Maria Fino al pianoforte
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Lettera alla Madre - Quasimodo
attore : Eduardo Martinucci
1 Tempo sonata Chiaro di Luna - Beethoven
Maria Fino al pianoforte
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Donne di tutte le terre
attori : Roberto Distante, Eduardo Martinucci, Mattia Peluso, Antonio Scarcella, Giovanni Sparascio
ballerini : Corpo di ballo
Passaggio - L.Einaudi
Maria Fino al pianoforte

Pierino e il lupo - Dario Fo

Domenica 9 marzo ore 11.00 e 17.30
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Fondazione Aida (verona)
Teatro Stabile d’innovazione

PIERINO E IL LUPO
Liberamente ispirato alla favola musicale di Sergej Prokofev

testo e voce di Dario Fo
musiche di Sergej Prokofev registrate dall’Orchestra Verdi di Milano
per gentile concessione della rivista Amadeus
illustrazioni e scene di Emanuele Luzzati
interpreti Paolo Esposito Chiara Degani e Silvana Figueira Oliveira
in alternanza con Emanuela Camozzi e Rossella Terragnoli
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Tre attori pasticcioni mettono in scena, o per meglio dire cercano di farlo, la ben nota favola musicale “Pierino e il lupo” di Sergej Prokofev.
Già dal nome complicato iniziano i primi problemi, perché i tre non hanno proprio studiato e sono costretti a improvvisare ed inventare idee strampalate, cercando la complicità del pubblico, per orientarsi fra gatti, papere, lupi, corni e clarinetti.
Per fortuna su di loro regna indiscussa la figura del Grande Narratore che, con la sua voce, li guida sicuro lungo il percorso della fiaba.
Ma i tre attori, un po’ clown un po’ comici dell’arte, sono talmente distratti e confusionari che non seguono bene il racconto, provano a fare previsioni azzardate sui destini dei protagonisti della fiaba e spesso dovranno chiedere aiuto ai bambini per capire meglio la storia e permettere al Grande Narratore di proseguire.
Come bimbi curiosi, i tre attori, proveranno a reinventare i personaggi: “Come cambierà il carattere del lupo se invece di affidarlo ai corni lo facciamo suonare agli archi?” e giocando insieme con il pubblico in una orchestra immaginaria, in un libero gioco di associazioni, scopriranno che in “Pierino e il lupo” la cosa importante è che la storia inventata faccia i conti con la musica e con i suoi vari momenti espressivi.
Prokofev ha scritto la sua fiaba musicale con un preciso scopo educativo: far conoscere ai bambini (e aggiungerei anche ai grandi) i principali strumenti dell’orchestra, il loro suono, il loro carattere espressivo. Per questo ha associato ad ogni strumento un personaggio e un particolare motivo musicale.
La voce narrante dello spettacolo, “il Grande Narratore “, è la voce di Dario Fo che, con il suo genio teatrale, rivisita la fiaba originale ridonandole una nuova giovinezza.
Sulla scena i tre attori utilizzano lazzi e gags per costruire un ponte fra la storia e il pubblico.
La loro confusione diviene pretesto per puntualizzare e sottolineare passaggi didattici importanti.
Il meccanismo di complicità con il pubblico fa in modo che, a volte, siano i bambini stessi a spiegare, impersonificando il ruolo di insegnante per questi tre alunni poco studiosi.
Ogni piccolo spettatore può quindi, nei momenti di interazione, dare aiuto, chiarificazioni e suggerimenti, divenendo così protagonista di un percorso di apprendimento.

Età consigliata: 4-10 anni - Tecnica utilizzata: teatro d’attore