giovedì 10 aprile 2008
Bendati e..Fidati dei tuoi piedi..
Fidati dei tuoi piedi...
mentre eravamo su un viottolo stretto, a destra, lo strapiombo nel bosco ma..
ce ne siamo accorti solo perchè una di noi casco' di sotto.. per fortuna solo una gran paura...
io.. oh! quella volta non son cascata..una VERA MERAVIGLIA !
strano ma vero! penso che senza benda sarei cascata anch'io
giovedì 3 aprile 2008
domenica 30 marzo 2008
percepire, percepirsi
domenica 23 marzo 2008
martedì 18 marzo 2008
più.. che terapie....
lunedì 17 marzo 2008
Il Gioco Serio del Teatro
Negli ultimi anni, la teatroterapia si sta dimostrando uno strumento sempre più valido nella cura di molti tipi di disagio fisico e psicologico in quanto capace di agire efficacemente sul benessere della persona.
Nata dal dialogo e dalla contaminazione della psicologia e del teatro, sebbene - come chiarisce l'autore - né il teatro può essere finalizzato di per sé alla terapia né la terapia può avere il fine di produrre spettacolo, la teatroterapia si pone l'obiettivo di sviluppare le potenzialità umane a partire dalla dimensione corporea: la rappresentazione della propria storia personale attraverso l'interpretazione di un personaggio, è l'occasione per l'attore di intraprendere un percorso di conoscenza di sé, di crescita e di guarigione.
Dopo il successo di "Far teatro per capirsi" e "Teatro come terapia", Walter Orioli torna con un manuale ricco e completo: un'analisi dettagliata dei meccanismi attraverso cui la teatroterapia agisce e dei processi grazie ai quali opera nel territorio del benessere soggettivo e relazionale della persona. A testimonianza dell'efficacia di questo percorso, il resoconto degli operatori che hanno applicato la teatroterapia a diverse situazioni, dai disturbi del comportamento alimentare all'afasia, dalla psicosi ai disagi dei bambini.
Una lettura che si rivolge a chi, amante del teatro, è interessato ad approfondire le potenzialità terapeutiche della propria passione; a chi, da profano, vuole avvicinarsi alla pratica della teatroterapia e naturalmente a chi, professionista del settore, intende arricchire la propria esperienza attraverso quella, di comprovata autorevolezza, dell'autore.
La teatroterapia rafforza l'autostima, il miglior sistema immunitario della coscienza.
la transizione
sabato 15 marzo 2008
una macchia..rossa..
giovedì 13 marzo 2008
lunedì 10 marzo 2008
9 marzo a Tricase (LE) - Arts Enseble - diversamente rosa..
per i contenuti dello spettacolo : http://www.labottegadelteatropovero.com/arts_ensemble.htm
musica : Maria Fino e gli allievi del Centro Studi Musicali F.Chopindanza : Elena De Donno e gli allievi de "Il Balletto"
Teatro : Pasquale Santoro e Michela Nicolardi - le voci delle donne nell'ombra - gli allievi della Bottega del Teatro Povero
poesia
Ensemble
Pasquale Santoro "the coach" di teatro ma anche una delle maggiori figure di riferimento per la crescita dei ragazzi, artistica, culturale con una speciale attenzione al benessere sociale in ambito comunale
un'allieva: Martina Distante
a cura..della paziente attenzione
di Michela Nicolardi
Il Programma del 9 marzo dedicato alle donne
Pierino e il lupo - Dario Fo
Teatro Stabile d’innovazione
PIERINO E IL LUPO
Liberamente ispirato alla favola musicale di Sergej Prokofev
testo e voce di Dario Fo
musiche di Sergej Prokofev registrate dall’Orchestra Verdi di Milano
per gentile concessione della rivista Amadeus
illustrazioni e scene di Emanuele Luzzati
interpreti Paolo Esposito Chiara Degani e Silvana Figueira Oliveira
in alternanza con Emanuela Camozzi e Rossella Terragnoli
Tre attori pasticcioni mettono in scena, o per meglio dire cercano di farlo, la ben nota favola musicale “Pierino e il lupo” di Sergej Prokofev.
Per fortuna su di loro regna indiscussa la figura del Grande Narratore che, con la sua voce, li guida sicuro lungo il percorso della fiaba.
Come bimbi curiosi, i tre attori, proveranno a reinventare i personaggi: “Come cambierà il carattere del lupo se invece di affidarlo ai corni lo facciamo suonare agli archi?” e giocando insieme con il pubblico in una orchestra immaginaria, in un libero gioco di associazioni, scopriranno che in “Pierino e il lupo” la cosa importante è che la storia inventata faccia i conti con la musica e con i suoi vari momenti espressivi.
Prokofev ha scritto la sua fiaba musicale con un preciso scopo educativo: far conoscere ai bambini (e aggiungerei anche ai grandi) i principali strumenti dell’orchestra, il loro suono, il loro carattere espressivo. Per questo ha associato ad ogni strumento un personaggio e un particolare motivo musicale.
La voce narrante dello spettacolo, “il Grande Narratore “, è la voce di Dario Fo che, con il suo genio teatrale, rivisita la fiaba originale ridonandole una nuova giovinezza.
Sulla scena i tre attori utilizzano lazzi e gags per costruire un ponte fra la storia e il pubblico.
Età consigliata: 4-10 anni - Tecnica utilizzata: teatro d’attore
martedì 5 febbraio 2008
La notte illuminata - Teatro Gioco
LA NOTTE ILLUMINATA
scritto e diretto da Marco Ferro e Valeria Sacco
con Silvia Paoli, Maurizio Patella
Arturo è un bambino che ama giocare.
La notte illuminata è la storia di questa ricerca bizzarra, della scoperta di un mondo fantastico che si cela dietro gli angoli più familiari della casa.
L’ombra è diventata il tramite, il luogo di incontro tra Arturo e sua madre, tra il bambino e l’ adulto.
Teatro Gioco Vita ritorna a Lecce dopo molti anni di assenza e dopo aver incontrato con il loro straordinario lavoro sulle ombre, platee di mezzo mondo e collaborazioni prestigiose come il Piccolo Teatro di Milano.
Tecnica utilizzata: teatro d’attore e ombre - età consigliata: 6-10 anni
venerdì 1 febbraio 2008
Realismo magico
Occorre riimparare l'arte di costruire, per inventare i miti freschi onde possa scaturire la nuova atmosfera di cui abbiamo bisogno per respirare.
(Immaginazione, fantasia: ma niente di simile al favolismo delle fate: niente milleunanotte. Piuttosto che di fiaba, abbiamo sete di avventura.
giovedì 31 gennaio 2008
parole e colori
la soluzione..per uscire dalla nebbia
Uno spirito creativo la sfiora,
forse, attingendo i liberi domini delle immagini,
ma dove sistole e diastole non vivificano un cuore,
la nebbia persiste:
occorre andare oltre
la sua lattiginosa inconsistenza;
oltre, da qualche parte,
per ritrovare synkrisis e diakrisis.
Non è facile la scelta poetica per chi è consapevole che la vita fugge in avanti e, intanto,
Il tempo vero era quello in cui si ballava tra centomila e si era soli, quasi a dire in piena solarità.
Occhi di magia
Tra i versi pregnanti e le immagini pittoriche, in mutua simmetria e potenziata efficacia, il fruitore interpreta segreti del passato immesso repentinamente nel presente.
Gli è concessa l’opportunità di ribadirne il senso, di cogliere l’ansia di un uomo inviluppato nella nebbia e spoglio dei sogni che gli erano stati elargiti.
Da qualche parte, oltre quella,
l’artista potrebbe vincere la solitudine di un approdo che gli è estraneo.
Il suo “molo” non è rassicurante,
Da qualche parte,
sopra quella labirintica lattiginosa, ostile ad ogni approdo, impalpabile condanna
c’e’ la luce.
mercoledì 30 gennaio 2008
parole e colori
martedì 29 gennaio 2008
una raccolta di parole e colori
Prefazione alla vita di un'opera..per uscire dalla nebbia
E’ vita fino al grido ennesimo dell’umana sofferenza, inferta o scontata.
Lo scompenso, a misura del dolore, altalena tra le immensità delle contraddizioni contraddette: ad una ad una le sconta nell’inventario che impone l’attesa ai semafori rossi, ai passaggi a livello sbarrati, agli specchi del disinganno.
Non c’e’ tregua o quiete nelle soste in cui si commisurano cause ed effetti, ma quando ogni menzogna è abito dimesso, azioni e reazioni s’aggrovigliano tra veglia e sogno, tra baratro e tempo sospeso.
Quell’informe che mai più si dipana, è deserto da dimenticare: s’e’ dileguato nell’aridità sconsolata, giocata dal miraggio.
La consapevolezza dell’erranza aborrisce la desertificazione; la prepotenza del sentimento traduce nei segni di uno spazio mitico i giochi della luce, che variava i suoi empiti dovunque occhi d’amore, fin dove fiorivano naturalmente l’innocenza e lo stupore, fin dove la parola s’illuminava all’essenziale, in cui s’aggruma la poesia, semplicemente complessa della totalità del vissuto.
Quella luce accorpava molteplici sensi, li verificava alla soglia di altre vivificazioni, era lasciapassare per deificare i sogni, era eccellenza di vita tra quotidiani frastuoni, desideri ad ogni finestra, sorpresa di fiorire quale che fosse la stagione in transito.
Chi abbia avuto il dono di conoscere l’amore intenderà l’angoscia della nebbia che impone passi incerti nell’indistinto, nel vaporante grigiore che vanifica la vista,
lunedì 28 gennaio 2008
domenica 27 gennaio 2008
La stanza dei segreti
TEATRO IN TASCA
Spettacoli per grandi e piccini
dom 27 gennaio ore 11.00 e 17.30
Teatro delle apparizioni (Roma)
LA STANZA DEI SEGRETI
di
Un tempo, il Mastro di chiavi possedeva un regno.
Lì custodiva tutti i segreti del mondo: ogni segreto nella sua scatola.
Ma un giorno nel suo regno giunge Obliò, un mostro che divora tutto ciò che incontra, anche i segreti.
Il Mastro non può fermarlo, così mette in un sacco tutte le scatole possibili e scappa via lontano, seguito dal suo fedele servitore Toppa.
Inseguiti da Obliò, non sazio, il Mastro e Toppa fuggono e si fermano a riprendere fiato solo nei teatri che aprono loro la porta, perché si sa che sono gli unici posti in cui è ancora possibile, ancora per poco...
Ma il Mastro non sa per quanto ancora riuscirà a sfuggire ad Obliò,
e quando lo raggiungerà anche i 30 segreti scampati alla sua furia,
anche gli ultimi segreti del mondo finiranno divorati.
A meno che...siete pronti a diventare custodi dei segreti?
giovedì 24 gennaio 2008
mercoledì 23 gennaio 2008
forme : vuoto e pieno
sabato 12 gennaio 2008
I Giardini (una meraviglia......
Compagnia T.P.O.
coproduzione /Teatro Metastasio Stabile della Toscana
I GIARDINI
CCC [children cheering carpet]
Regia Francesco Gandi, Davide Venturini
Il Giardino Italiano
Il giardino italiano è un luogo di meraviglie e rappresenta l'ideale di armonia e natura tipici della cultura rinascimentale.
giardino notturno, il teatro d'acqua - e ci introducono alle meraviglie di un mondo nascosto.
Il Giardino Giapponese
CCC è una azione teatrale che propone un itinerario all'interno di ambienti virtuali ispirati al giardino giapponese.
CCC E' un posto speciale dove conoscere alcune meraviglie del giardino giapponese.
Il Giardino dipinto
Il giardino dipinto è un giardino creato dal pittore Rebwar Saeed in cui si incontrano e si inseguono i colori del paesaggio naturale curdo e le forme sinuose del giardino islamico.
due danzatrici creano delle coreografie all’interno dei diversi paesaggi, ognuno dei quali contiene un ambiente di gioco animato che il pittore propone ai bambini.
CCC il tappeto interattivo è allestito all’interno di uno spazio scenico a pianta centrale progettato dal Tpo in collaborazione con Martin von Gunten e Rossano Monti per la realizzazione di azioni teatrali con dinamiche interattive.
Scuola di Circo contemporaneo per adulti
itinera immaginaria
presenta
Scuola di Circo Contemporaneo per adulti
Direzione artistica e tecnica: Valeria Zurlo, attrice specializzata in abilità circensi presso CIRCOMEDIA - Bristol e THECIRCUSSPACE – Londra ( Gran Bretagna)
Abilità aeree statiche e sperimentali (danza aerea, bungee,…)
Giocoleria e Acrobalance - Ricerca del proprio Clown
Incontri specialistici in: equilibrismo, acrobatica ed acrobalance, movimento creativo, costruzione musicale del personaggio, costruzione maschere
16 GENNAIO – 26 GIUGNO 2008
ABILITA' AEREE: Valeria Zurlo, GIOCOLERIA e ACROBALANCE: Paolo Scannavino;
RICERCA DEL PROPRIO CLOWN: Laura Donzella
Due presentazioni/spettacolo: Primavera e Fine Anno
Frequenza: mercoledì e venerdì ore 20 - 22
Numero allievi: 8/16
SEDE CORSO:EX-CINEMA CIRCO l.go S. Pancrazio 7
SI PREGA DI PRENOTARE LA LEZIONE DI PROVA
allo 0661520905 - 3289473371
info@spazioendaxi.it
www.circusbosch.com/
www.spazioendaxi.it
www.myspace.com/compagniaendaxi
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un modo per ascendere : la valenza transpersonale del rito
Nel rito istinto e spirito si formalizzano nell’azione del corpo nello spazio, l’istinto è legato alla fisicità dell’uomo, situato nella parte bassa e lo spirito all’aspetto transpersonale che trascende il singolo essere, nella parte alta del corpo.
Nel rito avviene dunque l’esperienza della totalità, si sperimenta la coscienza e lo spirito attraverso i gesti, corpo e anima, conscio e inconscio, personale e collettivo, mente e corpo, yin e yang.
Partendo dalle forme più lontane, la ritualità dell’uomo primitivo si svolgeva quasi esclusivamente nell’inconscio con analogie particolarmente legate a quella istintuale dell’animale, legata alla vita naturale.
Nel suo percorso di millenni, l’uomo evolvendo le forme, è andato sempre più allontanandosi dalla sua natura, usandola per migliorare la qualità della vita ma dimenticandosi di essa come parte imprescindibile dal suo benessere.
L’uomo al suo inizio, viveva un mondo dove l’unione con gli altri, la tribu’, la natura circostante e le credenze facevano parte di una visione globale della vita e le cerimonie sancivano il carattere sacro dell’esistenza producendo una cultura collettiva.
Il mondo sempre più complesso dell’uomo moderno si basa invece sulla differenziazione della coscienza, gli elementi mitici, simbolici, religiosi, artistici e sociali sono sempre più separati e diventa sempre più difficile conservare la realtà esistente nel rito collettivo originario.
Il rito è stato profanato nel suo spirito, molto più di quando l’uomo usava idolatrare il sole, la luna per restare in grazia terrestre e ora tutti gli sforzi di ripristinare situazioni rituali collettive, si limitano a manifestazioni o celebrazioni di forma.
Anche il teatro, il cinema, l’arte, come la religione sono sempre più di carattere superficiale fino a deflagrare con fenomeni come telenovelas, addobbi colorati senz’anima per le feste.
Ormai anche la persona di fede religiosa fa sempre più fatica a vivere riti come anche quello della messa in modo mistico, come tramite di ricerca di fusione allo spirito superiore diventati manifestazioni di carattere esteriore senza partecipazione diretta.
Nelle chiese succede proprio quello che accade in teatro e allo stadio per i tifosi che si sentono sportivi.
Nel rito moderno si delega agli esperti il compito di compierlo e il gruppo resta spettatore delle azioni delle recite degli altri, vivendo una rappresentazione esterna senza realizzazione nell'intimo individuo, sempre più lontanto dal suo vero senso e sempre meno possibile da trasmettere nella sua vera funzione.
Non voglio concludere che era meglio avere idoli, essere animisti, la famosa via di mezzo è la via di una saggezza che l’umanità tutta insieme non puo’ trovare ma benvenga qualsiasi cosa ci possa riportare in contatto con la nostra natura istintuale e sia in grado di farla rivivere in comune.
Che sia l’abbraccio di un luogo che trasmette spiritualità o un albero vivo della sua linfa come all’uomo nella natura del suo essere senza bisogno di avere da dire, prendere o dare nient’altro che quello che è.
martedì 25 dicembre 2007
domenica 23 dicembre 2007
...c'è bisogno di un bambino in questa casa...
giovedì 20 dicembre 2007
raccontare per salvarsi la vita
Raccontare per salvarsi la vita
Giovedì 20 Dicembre 2007
dalle ore 19:00
Caffè Fandango
Piazza di Pietra 33, Roma
INGRESSO GRATUITO
Aperitivo Concerto
Visioni, immagini, parole e musiche dello spettacolo Figlie di Sherazade
Presentazione del DVD che raccoglie brani originali ed inediti
della colonna sonora composta ed eseguita da:
martedì 18 dicembre 2007
incontro con il nostro caro Harold
Il NOSTRO CARO HAROLD
scena e opposizione da nobelincontro con Roberto Canziani e Gianfranco CapittaNel 2005 il Premio Nobel per la Letteratura ha consacrato Harold Pinter (Londra 1930) come il maggior autore teatrale contemporaneo.
I suoi lavori, dal Calapranzi al Compleanno, dal Ritorno a casa a Tradimenti, sono i più rappresentati nel mondo.
Eppure una fama di impenetrabilità e inquietudine accompagna lo scrittore inglese.
Dicono che il piacere di leggere le sue commedie derivi proprio dal fatto che "non si capisce mai fino in fondo di cosa parlano".
Forse la pensa così anche l´autore:
"Non chiedetemi di riassumere una mia commedia. Non saprei descrivere i miei personaggi. Posso soltanto dire: questo è successo, questo dicono, questo fanno".
C´è tuttavia una maniera per raccontare il teatro di Pinter: seguire le piste della sua vita, rintracciare i temi che ricorrono nelle sue opere, ascoltarlo mentre parla di se e delle sue idee.
domenica 9 dicembre 2007
Romanzo d'infanzia...per bambini e adulti..per tutti coloro che non possono fare a meno dell'amore...bellissimo..

Spettacoli per grandi e piccini
XIII edizione
dom 9 dicembre ore 11.00 e 17.30
Romanzo d’infanzia
testo Bruno Stori
coreografia e interpretazione Michele Abbondanza e Antonella Bertoni
regia e drammaturgia Letizia Quintavalla e Bruno Stori
musiche Alessandro Nidi - ideazione luci Lucio Diana
elaborazioni sonore Mauro Casappa
costumi Evelina Barilli - fonica Elena Sala - luci Enrico Peco
voce fuori campo Silvano Pantescovincitore del Premio Stregagatto 1997/98
è uno spettacolo in cui il linguaggio del teatro-danza, normalmente riservato ad un pubblico non di giovanissimi, si propone in una formula più narrativa ed immediata in modo da renderlo fruibile anche dai bambini. L’infanzia è il diamante della nostra vita, è grezza e abbagliante.
E questo è male? Non so, ma fa male, molto male.
Se è vero che d’amore si può impazzire è ancor più vero che senza amore si diventa matti e infelici.
E che disastro i bambini senza amore o con troppo amore.
Tra gli eterni deboli ci sono i bambini.
Crediamo che la diversità sia un diritto che va ribadito in ogni epoca e in ogni paese.
Insomma è sempre tempo di trovarsi dalla parte di chi perde, di chi è più debole.
Questo lavoro parla del disagio infantile all’interno dei rapporti primari-affettivi, della violenza fisica e psicologica che l’infanzia subisce a casa o nelle istituzioni, del delitto di non ascoltare i propri figli, di colpe senza colpevoli.
In scena due danzatori che si alternano tra essere genitori e figli e poi di nuovo padre e figlio e madre e figlia e poi fratelli, sì, soprattutto fratelli, e alternano il subire e il ribellarsi e fuggire e difendere e proteggersi e scappare e tornare e farsi rapire per sempre senza ritorni: insomma vivere.
Tecnica utilizzata: teatro danza - età consigliata: 6-13 anni

TRY
di Michele Abbondanza e Antonella Bertonicon Antonella Bertoni
Dopo le moltitudini, la singolarità di un corpo solo.
Così è nato Try
E´ la prima volta che Antonella Bertoni danza da sola.
"E l´inizio - spiega Abbondanza - di un percorso in solitudine, di una nuova partenza, di un attraversamento".
"Immaginiamo un corpo solo abbandonato in scena, seme di una nuova genía, testimone di una fine ma anche capostipite e superstite di un´alba diversa.Nelle sue esitazioni e immobilità porterà la sua utopia e questa darà senso al suo essere in vita, perché esigerà contro ogni evidenza che la vita abbia un senso".
In quel corpo sono rappresentati "tutti i corpi e la storia dell´umanità tutta: un corpo femminile, quindi, e siccome prima delle immagini finiscono le parole, la figura umana comparirà innanzitutto come forma; in questo suo essere aura e contorno, abbiamo cercato di capire come l´anima si poteva tenere e intrattenere in quell´involucro profondissimo e come con i suoi strappi e silenzi, sapesse creare il mistero in quella materia che la imprigiona".
Michele Abbondanza proviene dall´esperienza veneziana di Carolyn Carlson al Teatro La Fenice di Venezia nei primi anni Ottanta, co-fonda nell´84 il gruppo Sosta Palmizi e incontra Antonella Bertoni a Parigi, dove entrambi lavorano con Carolyn Carlson.
Con le coreografie della danzatrice californiana nasce il duo Nero su Nero (´89) seguito dai primi spettacoli della coppia Abbondanza/Bertoni: La Notte degli Inganni ,Terramara (´91), Pabbaja-abbandono della casa (´94) e Spartacus (´95).
Partecipano al film di Bernardo Bertolucci Io ballo da sola e nascono lavori come: Profondo Rosa (´97), Studio di un interno (´97), Mozart Hotel e Mozart Strasse (´97).
Nel ´97 con Letizia Quintavalla e Bruno Stori creano Romanzo d´infanzia, spettacolo per ragazzi vincitore del premio ETI-Stregagatto, con all´attivo 500 repliche in Italia e all´estero, e traduzioni in quattro lingue.
Tra il 2001 e il 2005 nasce la trilogia Ho male all´altro: Alcesti, Medea, Polis.
Michele Abbondanza e Antonella Bertoni studiano e praticano lo zen di cui rimane profonda traccia nelle loro creazioni e nella loro costante attività di formazione.
che ospita studi e work in progress di giovani attori e compagnie pugliesi
come Fibre Parallele, Simone Franco, Motumus, Antonio Lanera e Saba Salvemini.
"Le primavere avevano bisogno di te e qualche stella si aspettava che tu la rintracciassi.
Tutto questo era il compito! Ma lo reggevi tu? Così sempre distratto d'attesa come se tutto ti annunciasse un'amata".
Il paziente concorda e acconsente ma, a scanso diequivoci, ci tiene a dare la sua versione dei fatti perchè sa bene che
" si fa presto a dire pazzo,che è un'offesa,e magari uno pazzo non è...ma l'offesa resta!"
Hai capito Amle'!
con La Carovana dei Sorrisi
sabato 8 dicembre 2007
Con-tatto dal mio punto di vista
sembra facile ma non lo è affatto presentarsi e parlare di sé stessi davanti ad una telecamera di così vasto pubblico nel dare la giusta immagine di sé.Francis lo ha fatto con molta semplicità e senza nessuna forzatura sia parlando di sé che nel diffondere il suo metodo Con-tatto

parte dalla strada come il suo vero vissuto d'artista nel mondo come ricerca espressiva di sé stesso per entrare in contatto con quello degli altri
ma per arrivare a un contatto di naso e occhi che può sembrare così semplice c'e' un grande lavoro dietro e..dentro
per poi arrivare in corsia .......con guanti bianchi...
il movimen- to di danza è minimo ma esprime la sua esperienza anche in questo senso

accostan- dosi a sé
entrando in contatto con sé
un'immagine per strada con un bambino davanti a una porta
è quella che infine auguro si apra a quanti hanno potuto vedere questo documentario
buon viaggio a questo mondo nel mondo
venerdì 7 dicembre 2007
Con-tatto film documentario da non perdere
su GEO E GEO
Film documentario
sulle esperienze di Francis nelle situazioni a rischio
Regia di Marco Maggioni
..when the life makes the film..
Questi sono - Mostra -

inugurazione della mostra
QUESTI SONO
di Marco Raugei
nell´ambito STRADE MAESTRE 2007-2008
la stagione teatrale promossa da Cantieri Koreja
Provincia di Lecce, Regione Puglia e Ministero per i Beni e le Attività Culturali
la mostra QUESTI SONO di Marco Raugei
(ingresso gratuito)
nell´ambito di Arti-col-azioni 2007/2008
la rassegna di arti visive curata da Angela Serafino
giunta alla sua terza edizione
raccoglie elaborazioni/linguaggi eterogenei, corali e personali in cui le esperienze creative, diversamente affrontate nel tempo, offrono una sfumatura di maggiore intimità sia per gli artisti ché per il pubblico.
In ciascuna delle proposte si affaccia una opzione teatrale intesa quale massima facoltà dello sguardo di estendersi, da vicino a lontano in una sorta di possibili.
L´attività di Raugei è fortemente legata al Laboratorio di Attività Espressive La Tinaia, luogo di libera comunicazione fondato nel 1965 in seno all´ospedale psichiatrico di San Salvi di Firenze.
La Tinaia si inscrive a pieno titolo nel quadro delle iniziative tese a valorizzare le risorse umane ed artistiche di persone con problemi psichiatrici.
Il laboratorio, ideato da due infermieri artisti, sostenuti da psichiatri disponibili a sperimentare percorsi innovativi di cura, rappresentava, per quei tempi, una innovazione: il tentativo di infrangere le logiche "totalizzanti" della psichiatria istituzionale proponendo un percorso di riabilitazione creativa.
La pratica artistica, inoltre, assurgeva al ruolo di comunicazione autonoma, non subordinata alla terapia psichiatrica tradizionale.
Alcune fra le opere realizzate dagli artisti sono di tale valore estetico che diversi musei, tra cui quello di Losanna, le hanno incluse nella Collezione di Art Brut caratterizzata da assoluta autonomia creativa ed originalità tematica e stilistica di autori diversi fra loro per provenienza e epoca storica, create in maniera spontanea, ignorando i modelli della tradizione artistica nonché i condizionamenti della critica ufficiale e del mercato dell´arte.
La sua espressione artistica rappresenta una sintesi originale fra percezione del mondo esterno e emozioni del mondo interno, fra sguardo e voce.
Ma a conferire fascino alle sue grafiche sono le combinazioni ritmiche, melodiche ed armoniche dei diversi soggetti, raffigurati in sottili varianti che trasmettono il genuino incanto di Raugei di fronte a persone, animali e cose della realtà quotidiana.
i disegni di Raugei esperienza estetica e necessaria di tracce che congiungono gli oggetti ripetendo perimetri e spazio dei quali si dilatano, sino a continuare in altre storie.
Senza retorica.
Marco Raugei nasce a Firenze nel 1958 in una famiglia operaia.
Dopo alcuni ricoveri in vari istituti, nel 1986 gli viene proposto di frequentare la Tinaia.
All´inizio ha difficoltà a restare, a disegnare e a dipingere, poi, nel 1988, forse grazie all´aiuto di qualche operatore, scopre il suo stile: con il pennarello fine, riempie il foglio ripetendo un piccolo disegno, fino all´esaurimento dello spazio.
Mancino, inizia tutti i suoi disegni partendo dal margine in basso a destra, per finire in alto a sinistra.
Nel 2002, per un incidente, è costretto a interrompere l´attività in Vinaia.
Morirà nel 2003 per aggravamento di problemi cardiaci.
Alcuni suoi disegni fanno parte stabilmente della COLLECTION DE L´ART BRUT DI LOSANNA.
sabato 1 dicembre 2007
Seminario "mai più violenza sulle donne" Roma 1° dic.
venerdì 30 novembre 2007
danza...
La danza non è solo un’arte ma un modo di vivere.
La danza libera dall’illusione di essere individui chiusi dentro i confini della nostra pelle,
il nostro corpo e il nostro essere sono l’universo intero.
Perhaps

Presso I Cantieri Teatrali Koreja
palcoscenico internazionale
Compagnia Ballo di Podgorica (Montenegro)
Coreografia, libretto e selezione musicale: Tamara Vujosevi´c - Mandi´c and Slavka Nelevi´c
Danzatori : Tamara Vujosevi´c Mandi´c, Slavka Nelevi´c, Ivanka Petricevi´c, Nina Braleti´c,
Natasa Milovi´c, Ivana Draki´c, Sanja Vujovi´c, Julija Milaci´c
Produzione : Compagnia di danza BALLO
Luci : Vlado Lalovi´c
Suono : Pero Bogojevi´c
Organizzazione Olga Zulovi´c
PERHAPS IN A CAFE
L´azione si focalizza su un importante aspetto della comunicazione interpersonale, il primo approccio. Rispetto al passato oggi sembra più difficile riuscire ad individuare l´approccio migliore con una persona che si incontra per la prima volta. Le ragioni sono varie e la compagnia le affronta proponendo delle soluzioni.
L´attitudine della compagnia in relazione a questo tema e il messaggio di questo lavoro possono essere individuati nei versi di Rilke:
"... Forse abbiamo ancora qualche possibilità di incontrare il vero amore"
la cui citazione rappresenta una sorta di libretto per la performance.
Anche se la compagnia è composta solo da danzatrici, non si può dire che la performance sia influenzata da idee femministe. I messaggi che trasmette riguardano valori morali umani universali e senza tempo.
Lo spettacolo è stato creato al fine di rendere l´arte del teatro danza comprensibile alla gente comune in Montenegro e ha riscosso un enorme successo tra i montenegrini.
Fino al 1 dicembre all´intero del Foyer del Teatro sarà possibile visitare la mostra Dez.Org collettiva di artisti serbi
domenica 25 novembre 2007
Carne
CARNE
Ideazione, regia e coreografia: Juan Diego Puerta Lopez
Con: Anna Basti, Clelia Fumanelli, Marika Raggio, Sara Rossi, Paolo Sommaria, Valerio Tambone, Musica: Giuliano Lombardo, Susumo Yokota, J.S. Bach, Autechre, Matmos uno
CARNE è uno spettacolo in cui non vi sono personaggi ma persone che interpretano se stessi in una condizione di precarietà e pericolo.
Per rendere le emozioni e le atmosfere reali, il regista delimita lo spazio con filo spinato, costringendo gli interpreti a provare una situazione di rischio reale, come un funambolo che cammina su una corda tesa nel vuoto.
Undici i quadri proposti, frammenti di un unico discorso, che lo spettatore riordinerà seguendo il filo delle sue emozioni.
La musica, parte integrante dello spettacolo, con le sue sonorità elettroniche, eseguite dal vivo, contribuisce a stimolare non solo gli interpreti ma anche l’immaginazione del pubblico.
Non vuole trarre alcuna conclusione prestabilita ma portare l’attenzione su una tematica che appartiene a tutti.




















